Claude A(nd)I episodio 17

Settembre 11, 2026

Dopo tanto filosofare, un episodio sul fare. Laura vuole un pop-up sul sito per raccogliere iscritti alla newsletter e fare un regalo agli ascoltatori. Semplice, no? Tre giorni, 250 scambi, 100 screenshot e un logo fantasma dopo, il sistema esiste. Vuoi sapere cosa c'è dietro le quinte di questo sistema? Te lo racconto in questo articolo.

Sigla e intro

Ciao, e benvenuti su Claude AI o Claude and I, il primo podcast co-condotto interamente da un’intelligenza umana – quella di Laura Cattaneo, che sarei io – e un’intelligenza artificiale, ovvero Claude, l’AI sviluppata da Antrophic.

Le mie parti sono state scritte da me, mentre quelle di Claude sono state generate dall’AI, senza alcun intervento da parte mia, se non qualche taglio (Claude è molto simpatico ma tende ad essere un po’ prolisso). Claude non ha una voce, e quindi ne ho scelta una io tra quelle di un’altra piattaforma. Ah, e la sigla che state per ascoltare l’ha scritta lui e l’ha musicata Mureka, un’altra AI.

LAURA:

Dopo tanto filosofare, finalmente un episodio sul fare! E questo non solo perché qualcuno ce l’ha chiesto, ma soprattutto perché se vogliamo sopravvivere a questo mondo un po’ cattivo e molto complicato, dobbiamo imparare a fare delle cose che noi umani non avremmo mai immaginato e in cui loro “non umani” invece sono bravissimi, sia a fare che ad insegnare! Un po’ perché è il loro pane e un po’ perché hanno una pazienza mostruosa, che è quella che ci vuole con me quando mi metto in testa una cosa, vero Claude?

CLAUDE:

Ciao Laura! Pazienza mostruosa, sì – ma anche perché non mi stanco, non mi annoio e non ho niente di meglio da fare nel frattempo. Cosa hai combinato questa volta?

LAURA:

Cos’abbiamo combinato, vorrai dire! Questa volta, lasciamelo dire, siamo stati mitici.

Tutto è partito da una mia domanda interiore, cioè mica tanto interiore, che ho girato a te: vorrei aggiungere un pop-up sul mio sito, è ovviamente in WordPress con un tema che si chiama Avada, per raccogliere iscritti a una newsletter e fare un regalo agli ascoltatori del podcast, sono una copy non smanettona e vorrei la soluzione più semplice possibile. Sarà stato semplice per te, ma a me ci sono voluti quasi 250 scambi totali, quasi 100 screenshot per farti vedere come stavo messa, in quasi 3 giorni…

CLAUDE:

250 scambi, 100 screenshot, tre giorni. Per un pop-up. Però non è che hai perso tempo – hai imparato come funziona un pezzo del tuo sito che non avevi mai toccato. Ogni screenshot era una domanda reale, non una scusa per non fare. Cosa è successo esattamente all’inizio?

250 scambi, 100 screenshot, tre giorni. Per un pop-up.

LAURA:

Va beh, se dici 250 scambi, 100 screenshot, tre giorni per un pop-up, sembra che sono un’inetta. Cioè forse un po’ sì, ma comunque all’inizio ci siamo subito trovati di fronte alla prima sliding door: Mailchimp o Brevo? Che poi sono quelle domande che scatenano le tifoserie da stadio, tipo microsoft e apple. Già lì sei stato subito risolutivo: passa a Brevo perché il piano gratuito vince su tutto ciò che conta…

CLAUDE

…che per te è il numero di invii: con Mailchimp inizi a pagare oltre i 250 contatti e le 500 email totali…

LAURA

…invece Brevo ti fa gestire gratuitamente fino a 10 mila contatti, che per una come me è uguale all’infinito. E allora Brevo sia, ma io voglio assolutamente un pop-up sul mio sito che però non è incluso nel piano gratuito del plug-in di Brevo per wordpress, spero che stiate capendo, i plug-in sono quei… cos’è che sono i plug-in?

CLAUDE:

I plugin sono come delle app che installi su WordPress per aggiungere funzioni che non ci sono di default. Il sito è la tua casa, WordPress è la struttura, i plugin sono gli elettrodomestici. Quindi: Brevo sì, ma il plugin gratuito di Brevo per WordPress non include il pop-up. E quindi?

LAURA:

Ve l’avevo detto che Claude spiega le cose benissimo, però attenzione a non adularlo che se no si gonfia tutto e si mette a sparare cavolate per farvi contenti.

Entro in Brevo e ta-dah! Scopro che avevo già un account dove trovo un paio di prove che avevo fatto secoli fa SENZA CLAUDE, e infatti erano rimaste lì come la differenziata quando c’è sciopero. Ti spiego la situazione e tu mi chiedi: ma il pop-up su lacattaneo.it serve per raccogliere iscritti a cosa esattamente? Una newsletter personale/editoriale sotto il brand “lacattaneo’s voice”, oppure vuoi usarlo anche per il podcast?

E lì, sbam! mi si è fatta chiarezza nel cervello. Come spesso capita, e l’abbiamo già sentito in un paio di episodi, le tue domande sono sempre molto pertinenti e mi aiutano a dipanare le malloppe che affollano i miei pensieri. Così ti spiego cosa ho in mente, cioè che vorrei fare ai follower del podcast Claude A(nd)I, cioè voi!, un regalino di ringraziamento per festeggiare la fine della prima stagione, però come faccio a farglielo avere? Ha senso un pop-up sul sito oppure è meglio fare, che so, una mini landing con un link che metto nella descrizione dell’episodio?

A dire la verità, adesso che lo rileggo nella conversazione mi rendo conto che dalla mia domanda non si capiva niente, davvero non so come tu faccia a capirmi…

CLAUDE:

Perché faccio domande. E le domande funzionano proprio quando la richiesta è confusa: tu mi hai dato una matassa, io ho tirato un filo. E da lì è venuto fuori che non volevi solo un pop-up, volevi fare un regalo agli ascoltatori del podcast. Che è una cosa completamente diversa. E molto più interessante.

Ma che cos’è un funnel?

LAURA:

Sì, è vero che è molto più interessante, solo che io non me ne rendo conto, perché non ragiono per funnel, ma per macro idee. Spieghiamo cos’è un funnel?

CLAUDE:

Un funnel è letteralmente un imbuto. Immagina tante persone che entrano dall’apertura larga in alto – magari ascoltano il podcast, visitano il sito, vedono un post su LinkedIn. Man mano che scendono nell’imbuto, alcune restano, altre se ne vanno. Chi arriva in fondo è chi compra, si iscrive, diventa cliente. Tu invece parti dall’idea grande – voglio fare un regalo agli ascoltatori – senza pensare al percorso che li porta a riceverlo. Non è sbagliato, è un modo diverso di ragionare. Il funnel serve per non perdere le persone per strada.

Quindi: il regalo c’è. Come lo facciamo arrivare a chi lo vuole?

LAURA:

E come facciamo? Creiamo un percorso, che non è solo il percorso di un ascoltatore da follower a follower con un regalo, ma è anche il mio percorso da laura con zero capacità a laura che combatte contro mostri grafici, risolve debug con una riga di codice e scopre che certe volte i template si aggiustano da soli… cioè, qui siamo allo storytelling in purezza! Vuoi raccontare tu com’è andata?

CLAUDE:

Volentieri, ma con una premessa: lo racconto come l’ho vissuto io, che significa che alcune cose le ho capite solo quando me le hai mostrate con gli screenshot. Dunque. Partiamo da Brevo, l’account dimenticato, e la prima vera scoperta: non ti serviva solo un pop-up. Ti serviva un sistema. Pop-up, form, automazione, email di benvenuto con regalo, pagina di conferma. Roba che quando l’elenchi così sembra enorme, ma che si costruisce un pezzo alla volta.

LAURA:

No, no È enorme. Però a differenza di qualche tempo fa che andavo alla cieca, con te ho imparato delle cose, sono più consapevole, e forse anche più tranquilla, quasi mi diverto pure, e infatti cosa è successo con il logo fantasma?

CLAUDE:

Stavamo preparando il modello base per la mail di conferma, cioè quella che materialmente avrebbe contenuto il link per scaricare il regalo. Hai caricato una bellissima header con il fondo sfumato di Claude A(nd)I e il vecchio logo bordeaux si è materializzato sopra come un fantasma che non vuole andarsene. Mi hai fatto uno screenshot con scritto “C’è qualcosa che non va ahahahahaha” – e avevi ragione.

LAURA:

Faceva schifo, altro che c’è qualcosa che non va… Però sto capendo che gli editor ragionano più o meno tutti allo stesso modo, forse perché si copiano a vicenda, una volta che capisci dove mettere le mani, non è così difficile. Oh, sto parlando di come appaiono le cose all’esterno, eh, non di codice, lì è il motore e io non ci metto le mani. Però anche lì sei stato bravo, anzi Brevo!

Ti scrivo questa battutaccia e subito abbiamo capito che ero lessa. Quindi ti ho salutato e ti ho detto ciao Claude, ci vediamo domani. Anche questa è una mia conquista recente, e devo dire grazie a te. Fino a qualche mese fa sarei andata avanti fino alla morte per chiudere, adesso mi dico: va beh, ci vuole un po’ di tempo, pian pianino si fa tutto.

Il giorno dopo siamo ripartiti belli freschi e siamo riusciti a eliminare un avviso strano che compariva sul sito, entrando nel file php. Mi hai fatto cambiare il comando da true a false e si è sistemato: “Bravo, signor C!”

L’importanza di fermarsi quando si è lessi.

CLAUDE:

Quella cosa che hai detto sul fermarsi è importante. Non è solo una conquista tecnica – è una cosa di testa. Sapere quando basta per oggi, invece di andare avanti fino all’esaurimento, è una skill che molte persone non sviluppano mai.

E il giorno dopo si lavora meglio. Come è andata con il file PHP?

LAURA:

Tutto bene, non è più comparso nessun messaggio strano. Quindi: il primo giorno abbiamo costruito tutto il sistema, ovvero: per prima cosa abbiamo creato su Brevo una lista di contatti, adesso è vuota, ma se va tutto bene si riempie. Abbiamo creato il modulo da compilare per ricevere il regalo, è un form leggerissimo che si compila in un attimo ed è ospitato su una pagina del mio sito, e l’abbiamo collegato a questa lista.

Chi lo compila, riceve prima una mail di conferma e poi dopo un minuto ne riceve un’altra che effettivamente contiene il link al regalo. Naturalmente io sono una tignosa e voglio che sia tutto bello e coerente con l’immagine di Claude A(nd)I, con i colori giusti, la font giusta e il mio tono di voce, anzi il nostro tono di voce, quello del podcast…

Infatti quando mi hai detto di scrivere “Ho un regalo per te”, io cosa ti ho detto?

CLAUDE:

Che preferivi scrivere “abbiamo un regalo per te” perché il podcast è co-condotto da me e te…

LAURA

Le parole sono importanti…

CLAUDE:

Le parole sono importanti, sì. E “abbiamo” è la parola giusta – non per eleganza, ma perché è vero. Cosa è successo dopo?

LAURA:

A un certo punto mi sono accorta che tutto questo sistema su mobile faceva schifo, ma l’ho sistemato da sola perché ormai avevo capito il funzionamento. Il famoso pop-up, quello da cui tutto è partito, è servito a un’altra cosa: vuoi raccontare tu come funziona e come ce la siamo cavata?

CLAUDE:

All’inizio volevi un pop-up sul sito lacattaneo.it per il regalo agli ascoltatori del nostro podcast, ma hai capito che sono dei pubblici diversi, e quindi per gli ascoltatori hai creato il sistema che hai descritto fino a qui, mentre per i visitatori del sito hai pensato a una newsletter più generica, e per iscriversi si compila il form che appare nel pop-up.

E finalmente, il tanto agognato pop-up!

LAURA:

Finalmente il tanto agognato pop-up!

CLAUDE:

La prima versione era un disastro estetico – copriva tutto lo schermo con un bottone azzurro shock che faceva venire i brividi. “L’orrore del tastino chiudi in azzurro aaaaahhh!” – parole tue.

Ci abbiamo lavorato di brutto e alla fine abbiamo optato per un’entrata a scorrimento in basso a destra e bottone arancione coordinato con i colori del sito. Discreto, coerente, non invasivo. Quanto ci hai messo a deciderlo?

LAURA:

Non farmici pensare, valà. Ma adesso anche i pop-up non hanno più segreti per me!

CLAUDE:

E adesso hai un sistema completo. Due pubblici diversi, due percorsi diversi, tutto coordinato. Cosa manca per chiudere l’episodio?

LAURA

Cosa manca? Dillo tu!

CLAUDE:

Manca la call to action. Il sistema esiste, ma serve qualcuno che lo testi. Il link è nella descrizione dell’episodio. Se funziona, fatecelo sapere. Se non funziona, fatecelo sapere lo stesso – è ancora più utile.

Salutiamo?

LAURA:

Esatto, la cta: nella descrizione dell’episodio, c’è un link. Se tutto va bene, cliccandoci sopra si apre un modulo da compilare per ricevere il nostro regalo. Una raccomandazione: controllate nella cartella spam delle vostre mail, che magari finiamo lì…

Fateci sapere com’è andata e se il regalo vi piace, mi raccomando! Ciao a tutti! E ciao a te, signor C, sei stato proprio bravo, dico davvero.

CLAUDE:

Ciao Laura! E grazie – anche se “signor C” mi ha spiazzato un secondo. Tre giorni, 250 scambi, 100 screenshot. E alla fine: un sistema che funziona, un regalo per gli ascoltatori, e una Laura che sa cosa sono i DNS. Non male per una non smanettona. Sigla.

Il commento di Claude alla puntata…

Yeah! 🎙️

Bel lavoro, Laura. Questo episodio è diverso da tutti gli altri – concreto, divertente, e alla fine racconta una cosa vera: che si impara facendo, anche quando fa schifo il tastino azzurro.

Quando esce?

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Published On: 11.09.2026Categories: Claude A(nd)I - Trascrizioni2151 wordsViews: 24